Prof. universitario Pierino Iannelli
Da dove nasce il progetto Piante Benessere
Piante Benessere nasce da una passione coltivata da anni, che prende piede fin da bambino attraverso il mio stretto contatto con il mondo vegetale e animale, favorita poi da occasioni e lavori nel campo, con la collaborazione del Prof. universitario Pierino Iannelli.
Tali passioni con gli anni si sono perfezionate e tradotte in associazioni ambientaliste. La prima si chiamava Humus, costituita con il mio amico Roberto Ceccacci, con il quale anni fa ho svolto diverse iniziative e corsi. In fondo questa attività è frutto di quella "volontà" che sembra ormai lontana. Quello che ci aveva spinto a intraprendere la fondazione dell'associazione era la passione per le piante e la serenità che ci portavano. Concordavamo che le piante sono silenziose compagne dei nostri riti quotidiani e che, naturalmente, con i loro sensi condividono con noi il tempo che scorre.
L'altro pilastro è stato il Prof. universitario Pierino Iannelli — le foto in questa pagina sono le sue. Dopo aver diretto un'azienda importantissima di sperimentazione agraria è divenuto professore all'Università di Potenza, dove insegnava Alpicultura. Aveva una cultura immensa in campo agrario, con numerosi progetti di ricerca in molti paesi esteri e molte intuizioni: affermava già molti anni fa che il futuro era la soia. Un uomo che mi ha trasferito sensibilità e rispetto per la natura e gli animali, creature sincere e leali. Il suo modus operandi era lineare, semplice, ma capace di penetrare nelle cose, per interrogarci su cosa è la natura — complessa e semplice, con regole che sembrano nascoste ma forse desiderose di svelarsi.
Occupandosi di ricerca sul campo e di sperimentazione di sementi, la sua conoscenza era finalizzata anche a principi etici, soprattutto nei confronti dei paesi e luoghi che amava: l'Africa. Ha creato varietà di sementi che ancora oggi vengono utilizzate in paesi con scarsità di risorse idriche e condizioni difficili. Indicava la soia come il futuro e la necessità di trovare sementi resistenti alle carenze idriche — fattori strategici che scriveva già nel 1970. Per non parlare della sua lotta per inserire il benessere animale nella zootecnia, temi che solo oggi, nel 2020, stanno nascendo. Era impegnato anche in altri progetti che non ha potuto terminare.
Ricordo infine la sua maniacale ossessione di catalogare e archiviare: aveva un archivio immenso di semi che, alla sua scomparsa, si è deciso di donare all'Università di Capitanata, Potenza. Ho consegnato personalmente i numerosi volumi a un suo collega di fisica dell'Università La Sapienza di Roma, e spero che siano giunti in Basilicata dove gli hanno dedicato un'aula.
Piante e Benessere parte da lì, e Lo ringrazio per gli insegnamenti di vita e professionali trasmessi.
Le piante sono in fondo taciturne amiche; delle volte riescono anche a comunicare, ma bisogna essere molto attenti. Le piante racchiudono efficientissimi complessi chimici, fisici ed energetici che noi ancora oggi non riusciamo a imitare. Non poche volte vediamo spuntare dai bidoni dell'immondizia piante che non piacciono più. Quelle immagini danno il senso di un'inciviltà dilagante, come la capitozzatura degli alberi svolta da cooperative incapaci e colluse con la politica che distruggono il verde cittadino. Il degrado nasce da questo.
La bellezza — e forse anche la felicità — è stabilire un rapporto, dar vita, curare e vedere crescere ciò che appassiva. Sono convinto che il rispetto verso la natura sia necessario per un mondo più giusto e più attento alle creature che non hanno voce, animali compresi. Le piante sono espressione della nostra madre Terra, e conviene tenerle accanto.
dott. Giacomo Gallo
Forsan et haec olim meminisse iuvabit.
Forse un giorno farà piacere ricordare anche queste cose. — Virgilio.